Chi lo chiama sonnellino, chi pennica, riposino o siesta. Fatto sta che schiacciare un pisolino dopo pranzo è da sempre un’abitudine diffusa in tutto il mondo, dai paesi caldi fino al Giappone (definita con il termine “inemuri”) dove sono addirittura previsti locali dedicati negli uffici. Molti lo considerano un rito quasi irrinunciabile per recuperare forza ed energie psico-fisiche, rilassarsi e ripartire di slancio.

L’argomento è molto meno banale di quello che sembra, tanto che gli scienziati si sono interrogati a lungo sui possibili vantaggi e svantaggi per la salute. A quale conclusione si è arrivati finora? Il pisolino può essere molto utile all’organismo, a patto che duri tra i 10 e i 40 minuti al massimo.

Evidenze scientifiche sui benefici del pisolino.

Diversi studi, indagini e ricerche scientifiche hanno evidenziato i molteplici “plus” di concedersi una breve dormita rigenerante. Alcuni esempi?

  • Studio della NASA: un pisolino di 26 minuti può accrescere l’attenzione del 54% e le performance del 34%.
  • Studio della Sleep Research Society: dormire 10-20 minuti al pomeriggio riduce la sonnolenza diurna e favorisce le prestazioni cognitive.
  • Studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology: la pennica contribuisce ad alleviare lo stress e a rinforzare le difese immunitarie, in più può invertire gli effetti deleteri di una notte insonne.
  • Studio pubblicato su General Psychiatry: il sonnellino pomeridiano aiuta gli over 60 a mantenere la mente elastica, lucida e a consolidare la memoria.

Insomma il pisolino può stimolare l’efficienza fisica e mentale, è positivo per il metabolismo e le difese naturali, aiuta a scaricare le tensioni, a migliorare l’umore e ad aumentare la produttività.

Sonnellino dopo pranzo e potenziali rischi per la salute.

I problemi iniziano quando la siesta ha una durata eccessiva. Dormire più di 30/40 minuti può rivelarsi controproducente, poiché un sonno troppo profondo complica il risveglio portando a un generale stato di rallentamento, disorientamento e stordimento.

Ma non finisce qui, anche il cuore può risentirne. Una ricerca dell’American College of Cardiology, condotta a livello mondiale su 300.000 individui, rivela che l’abitudine a riposini superiori ai 40 minuti può predisporre a ipertensione, colesterolo alto e incremento della massa grassa, tra i principali fattori di rischio cardiovascolare. Una pennichella che si protrae più di 90 minuti può invece aumentare del 50% le probabilità di ammalarsi di diabete.

Oltre al “minutaggio”, è bene fare attenzione all’orario. Secondo gli esperti, l’ideale sarebbe fare il riposino pomeridiano tra le 13.00 e le 15.00. Se infatti è troppo vicino al momento in cui ci si corica la sera, diventa più difficile addormentarsi e si può incappare nell’insonnia.

L’importanza di un sonno notturno di qualità.

Amanti, scettici o haters del pisolino? La questione è personale, anche se sembra che almeno in parte il “bisogno di sonnellini” dipenda da fattori genetici. Comunque sia, sappiamo bene quanto il sonno sia essenziale per rigenerare il corpo, il cervello e per il buon funzionamento dell’intero organismo.
Pisolini pomeridiani a parte è fondamentale soprattutto garantirsi un corretto riposo notturno, purtroppo capita a chiunque di attraversare periodi in cui di notte dormiamo poco e male.

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